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	<title>Emetofobia</title>
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	<description>Blog sull'emetofobia</description>
	<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 22:29:07 +0000</pubDate>
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		<title>Mi presento</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 19:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La tua storia]]></category>

		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

		<category><![CDATA[fobia]]></category>

		<category><![CDATA[paura vomito]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco qui..la mia storia…
Non parlo mai di me, solitamente ho la tendenza a tenere un po’tutto dentro e apparentemente sembro la persona più solare ed equilibrata della terra. Non che non sia tale, sono un’incredibile ottimista e credo che questa parte di me mi abbia aiutata e supportata in tutte le situazioni che la vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco qui..la mia storia…<br />
Non parlo mai di me, solitamente ho la tendenza a tenere un po’tutto dentro e apparentemente sembro la persona più solare ed equilibrata della terra. Non che non sia tale, sono un’incredibile ottimista e credo che questa parte di me mi abbia aiutata e supportata in tutte le situazioni che la vita mi ha riproposto, sempre.<br />
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L’equilibrio…beh, questa è una parola dalle mille sfaccettature e dai mille punti di vista, ma diciamo che in qualche modo, dopo anni di attacchi di panico e ansie, sono quasi riuscita a ritrovarlo ma devo lavorarci ancora un po’su  e scrivo su questo blog… perché qualcosa che non torna ancora c’è.<br />
Ho 30 anni, 12 dei quali trascorsi lontano dalle mia famiglia e dalle mie radici e proprio durante il passaggio nella fase adulta, complici situazioni familiari disastrose ( depressione di mia zia che viveva con i miei, mio padre ammalato, mio fratello in fase di divorzio turbolento ), il peso del mondo l’ho sentito ricadere su di me et voilà… poco tempo dopo il campanellino dall’arme degli attacchi di panico ha cominciato a suonare alla mia porta.<br />
Due anni di quasi evitamento e reclusione ma poi i gruppi di auto aiuto ( <a href="http://www.lidap.it">www.lidap.it</a> ), le medicine alternative ( non amo molto la medicina allopatica ) e un supporto sporadico di un terapeuta, mi hanno aiutata passo dopo passo a riprendere in mano la mia vita, ovviamente lavorando molto su me stessa e diventando una donna più consapevole, non migliore ma diversa.<br />
Anche durante il periodo degli attacchi di panico il mio problema è sempre stato molto legato al cibo:<strong> fobia di vomitare</strong> e soprattutto di farlo in pubblico. Ovviamente essendo quello un periodo di grandi scompensi e problematiche di vario genere, l’emetofobia è finita nel calderone generale dei miei disturbi che in quel momento mi creavano il panico.<br />
A distanza di anni ho scoperto che in realtà questo mio problema esiste, ha un nome e che tanta gente come me vive quotidianamente questa difficoltà sociale di privazione e forse anche un po’ di frustrazione che non gli permette di avere una vita “normale”.<br />
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Ho letto che spesso le persone che sono colpite da questo disturbo tendono a tenere dentro, rimuginare, non sono aggressive e fanno fatica a dire quello che pensano e da lì la paura di “buttare fuori”, “ espellere” qualcosa dalla bocca… così come si fa con le parole, i sentimenti, le emozioni.<br />
Per me è un argomento ancora un po’ oscuro, posso solo dire che ho una repulsione per il vomito ( sia vederlo che averlo ) da quando sono piccola e credo sia da ricollegare al fatto che mia madre è un’alcolista e ho vaghi ricordi dell’infanzia in cu la vedevo spesso compiere questo gesto.<br />
Durante tutto il mio percorso mi sono sempre poco interessata alla causa scatenante dei miei problemi, credo fermamente che sia necessario lavorare sul presente, andare a modificare quei meccanismi comportamentali che ci ingabbiano e da cui facciamo fatica ad uscire.<br />
Mi rimbocco le maniche e anche stavolta ho voglia di andare a fondo perché ho voglia di cominciare a mangiare con gusto, a mangiare in mezzo agli altri e a vivere tutte le situazioni sociali senza terrore e soprattutto senza la paura di doverle affrontare con lo “stomaco pieno”.<br />
Ringrazio questo blog e soprattutto Francesca per avermi aperto uno spiraglio nel buio</p>
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		<title>Una risposta completa che anticipa un confronto vocale</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/una-risposta-completa-che-anticipa-un-confronto-vocale.html</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 16:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

		<category><![CDATA[analisiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con molta sorpresa oggi ho scoperto che gli autori del comunicato stampa citato nel precedente post, hanno risposto portando la loro voce in questo blog. La cosa non può farmi che piacere perchè significa che ci vuole essere un confronto, a quanto pare, non solo virtuale e a suon di articoli e commenti.
Nel rispondere vorrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con molta sorpresa oggi ho scoperto che gli autori del comunicato stampa citato nel precedente post, hanno risposto portando la loro voce in questo blog. La cosa non può farmi che piacere perchè significa che ci vuole essere un confronto, a quanto pare, non solo virtuale e a suon di articoli e commenti.</p>
<p>Nel rispondere vorrei precisare che anche io sono disponibilissima ad avere un confronto sia con la Signora Lacalamita che con il Dott. Mian. Aggiungo a questa premessa che la disponibilità dimostrata dal dottore è stata più volte esaltata da me sia nel forum che in questo spazio.<br />
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Precisata quest&#8217; ultima cosa, vorrei rivolgere le mie parole alla Signora Lacalamita (la chiamo signora e non dottoressa perchè lei non si definisce tale, quindi non so se effettivamente è dottoressa) che mi ricorda proprio la celerità con cui il Dottore mi rispose quella domenica di inizio primavera.<br />
Non ce n&#8217;era bisogno, so benissimo che il Dottore con me è stato subito disponibile e l&#8217;ho sempre detto e sottolineato, e anche nel post precedente lo dico chiaramente:</p>
<p><strong>Cito:</strong></p>
<p><em>&#8220;a pubblicizzare nel migliore dei modi un dottore che una domenica sera mi aveva gentilemnte e protamente risposto ad una delirante mail sulla mia storia, aveva preso la mia fiducia in quel modo, rendendosi disponibile immediatamente ad ascoltare&#8221;</em></p>
<p>Non solo, nel vecchio forum ero stata io a portare il suo nome tra gli utenti che non lo conoscevano, parecchie persone mi han mandato mail in cui mi chiedevano il nome del dottore che citavo sempre, quindi può immaginare la stima che ho nei confronti di questa persona.</p>
<p>Inoltre, come sia il forum che questo blog possono testimoniare, <strong>NON ho mai parlato di buoni propositi non supportati dalla scienza, in ogni parte del forum e del blog c&#8217;è scritto di non sperare di curarsi attraverso un forum/blog,</strong></p>
<p>Alcuni giorni fa una ragazza  è venuta a dirci che non si fidava del suo psicologo, ecco la mia risposta:</p>
<p><span id="more-137"></span><strong>Cita:</strong></p>
<p><em>&#8220;Riguardo al tuo dottore, be, solo tu sai quando perdi fiducia in lui, noi non possiamo permetterci di dire di non andarci più, <strong>ma non lo vogliamo nemmeno fare</strong>, l&#8217;unica a decidere se è il caso di continuare sei tu, allo stesso tempo devi però parlare con lui perchè è bene che lui sappia cosa pensi del suo lavoro su di te.</em></p>
<p><em>Non smettere di andarci, parlane con lui e risolvete insieme.&#8221;</em></p>
<p>Risposta coadiuvata da quella di altri utenti che non hanno consigliato alla ragazza di non andare, anzi, ma di parlare con il proprio analista.</p>
<p>Sulla questione &#8220;aggiungere paure&#8221;, sono completamente d&#8217;accordo con voi. E&#8217; vero, il nostro forum potrebbe ledere in questo senso, io stessa ho temuto di cominciare ad aver paura dei virus intestinali, paura alla quale non ho permesso di prendere piede.</p>
<p>A proposito delle armi che &#8220;un malato non ha&#8221;, questa, perdonatemi, mi fa veramente pensare. Un malato, parola che io non uso nemmeno per chi sta per morire, ha molte più risorse di quanto si riesca ad immaginare, un malato pensa più di quanto portrebbe fare da sano, e se è vero che a volte, molte volte, non può consigliare gli altri, è anche vero che nel nostro forum, i ragazzi che stanno più male non consigliano niente a nessuno e se lo fanno sono consapevoli che ciò che dicono va a ledere o a sostenere un&#8217;altra persona che ha più o meno il loro stesso problema, e quì entra in gioco la moderazione. La moderazione dei forum serve a questo, ci sono cose che sotto l&#8217;occhio degli admin non passano, quando ci accorgiamo che si stanno prendendo strade sbagliate interveniamo. Proprio su questo mi chiedo: visto che noi admin siamo &#8220;malati&#8221; e non possiamo essere lucidi nel moderare il nostro forum perchè non aiutarci portando la scienza? Ho visto mille altri forum di persone che in collaborazione con gli scienziati hanno messo in piedi comunità non solo utili ma che sono diventate punti di riferimento, punto d&#8217;incontro tra scienza ed esperienza.</p>
<p>Non mi parlate di esperienza, sono emetofobica aperta da sette anni, cinque mesi passati a capire quanti ceppi di emetofobia ci sono e a scoprire che ce ne sono una marea, leggendo le esperienze altrui ho potuto affrontare la mia in maniera meno chiusa, prima, ai tempi della mail delirante, mi ritenevo completamente pazza, oggi mi ritengo una persona che ha un problema serio, che non lo nasconde, che non lo evita, che non lo fa vincere, che non lo esalta, ma che non lo teme, che non pensa che parlarne sia l&#8217;unica via. Questi, scusatemi,  non sono solo buoni propositi, sono traguardi che con molta fatica ho raggiunto lavorando su quello che avevo a disposizione, un passato da capire, un presente da affrontare, un futuro da rendere meno terribile e una fobia che gli specialisti che ho incontrato non conoscevano. Che potevo fare? Io i soldi per venire da lei, Dottore, non li avevo, l&#8217;unica risorsa era scoprire di che si trattava e spiegarla io stessa ai miei psicologi, e così ho fatto.<br />
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Nessuno si bea di nulla, nessuno dice &#8220;forse&#8221;, proprio in questo blog dico che dall&#8217;emetofobia si guarisce, lo dico io che non esco se non ho lo stomaco vuoto. Perchè lo dico? Perchè io ci credo! Perchè ho visto persone guarire da patologie sia fisiche che psicologiche molto più gravi e radicate, perchè crederci è l&#8217;unico modo per mettersi sulla via giusta. I &#8220;forse&#8221; per me non esistono quando si parla di <strong>emetofobia.</strong></p>
<p><strong>Nessuno ha mai detto di NON ANDARE O RIMANDARE IL COLLOQUIO CON UNO SPECIALISTA, è proprio quello che facciamo invece, INVITARE LE PERSONE A NON CHIUDERSI E A NON VEDERE LO PSICOLOGO (O SPECIALISTA) COME UN ALIENO CHE NON CAPISCE PERCHè NON HA L&#8217;EMETOFOBIA, ma a chiedere aiuto. Quante volte lo dobbiamo ripetere?</strong></p>
<p><strong>Cito: (www.emetofobia.it)<br />
</strong></p>
<p><em>&#8220;Coloro che lo gestiscono e lo moderano sono persone emetofobiche che  			non intendono sostituirsi a specialisti del settore, ma solo darvi  			la possibilità di parlare di questa patologia e di confrontare le  			nostre esperienze. Vi consigliamo anzi, di rivolgervi ad un  			professionista nel caso in cui vi riconosciate in questa patologia.&#8221;</em></p>
<p><strong>Cito: (www.emetofobiaonline.com)</strong></p>
<p><em>&#8220;Questa fobia deve essere curata da uno psicologo specializzato e non tra le pagine di un blog. Il blog non si pone come “guaritore”, ma come punto di incontro per tutti coloro che soffrono di <strong>emetofobia</strong>, il blog ha lo scopo di portare testimonianze e non fatti scientifici.</em></p>
<p><em>Tutti coloro che pensano di soffrire di questa fobia devono rivolgersi agli specialisti.&#8221;</em></p>
<p>E questi sono solo due citazioni delle mille che potrei fare per sottolineare, forse per l&#8217;ennesima volta, che nessuno porta nessuno lontano da specialisti, analisti, psicologi, psichiatri ecc ecc.</p>
<p>Quindi mi viene da pensare che non si non legge quello su cui ci si sta facendo la &#8220;guerra&#8221;, oppure dobbiamo cominciare a pensare che la lingua della scienza è differente dalla lingua dei &#8220;malati&#8221;.</p>
<p>Non so in che modo far capire che noi non stiamo lavorando per guarire, stiamo lavorando per parlare, per fare conoscere l&#8217;emetofobia a quei datori di lavoro che mi hanno licenziato perchè io non mangiavo fuori casa e non riuscivo a sostenere 9 ore di lavoro consecutove senza mangiare. Per farlo conoscere agli amici che pensavano che io fossi pazza, per farlo conoscere a tutti coloro che credono di essere pazzi. Questo è quello che noi facciamo, non guariamo nessuno, non consigliamo niente, ma ascoltiamo e raccontiamo quello che abbiamo fatto noi. Punto.<br />
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I miei consigli, e vi invito nel forum, nel blog e via dicendo, non sono mai stati deliranti, sono una persona che nonostante l&#8217;emetofobia riesce a capire quello che deve o non deve dire, io stessa ho sempre affermato che  abbiamo delle responsabilità nei confronti di chi leggeva e che non possiamo permettere di passare messaggi non produttivi.</p>
<p>Per quanto riguarda la mail. Quella mail l&#8217;ho mandata lo stesso giorno in cui ho scoperto la parola <strong>emetofobia</strong>, quindi, mi perdonatemi, ma di acqua sotto i ponti ne è passata, ho maturato una consapevolezza che mesi e mesi fa non avevo, attenzione, ho detto consapevolezza, da non confondersi con parole che non ho pronunciato. Ringrazio la Signora Lacalamita di aver messo in dubbio anche le risposte che potrei dare ai miei utenti.</p>
<p>Con questo anche io sono disponibilissima a tutti i confronti vocali e non.</p>
<p>Nel ringraziarvi di aver portato la vostra opinione in questo blog, mi auguro di poter raggiungere un punto d&#8217;incontro dove la scienza non vieta moralmente, ma aiuta a capire.</p>
<p>Grazie.</p>
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		<title>Soffri di emetofobia? Stai zitto!</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/soffri-di-emetofobia-stai-zitto.html</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 14:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

		<category><![CDATA[comunicati]]></category>

		<category><![CDATA[medici]]></category>

		<category><![CDATA[paura]]></category>

		<category><![CDATA[vomitare]]></category>

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		<description><![CDATA[Non avevo nessuna intenzione di dare risalto in queste pagine ad alcuni eventi spiacevoli legati al nuovo Forum sull&#8217;emetofobia, ma il perpetrare di alcuni avvertimenti contro il nostro forum e sito, mi hanno fatto cambiare idea.

Come tutti quelli che frequantano sia il Forum che il Sito sull&#8217;Emetofobia sanno che lo staff del forum e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo nessuna intenzione di dare risalto in queste pagine ad alcuni eventi spiacevoli legati al nuovo <a title="Forum emetofobia" href="http://www.emetofobia.it/forum">Forum sull&#8217;emetofobia</a>, ma il perpetrare di alcuni avvertimenti contro il nostro forum e sito, mi hanno fatto cambiare idea.<br />
<!--adsense--><br />
Come tutti quelli che frequantano sia il <strong>Forum che il Sito sull&#8217;Emetofobia</strong> sanno che lo staff del forum e del sito non sono psicologi, psichiatri o medici, ma sono semplicemente persone che soffrono o hanno sofferto di <strong>emetofobia</strong> e che ora hanno deciso di non nascondersi più dietro a scuse tipo &#8220;non mi va&#8221; o &#8221; non ho fame&#8221; o &#8220;no, stasera non mi sento&#8221; o come facevo io che davo sempre la colpa al fegato (nonostante io soffra veramente di fegato), persone che hanno deciso di dire al mondo di essere <strong>emetofobiche</strong> senza aver paura di essere prese per pazze, persone che tutti i giorni vivono l&#8217;<strong>emetofobia</strong> imparando a conoscerla e ad accettarla e quindi pian piano a sconfiggerla soprattutto con l&#8217;aiuto dei dottori propositivi. Lo sanno perchè al momento dell&#8217;iscrizione hanno tacitamente dichiarato di aver letto il regolamento e di averlo accettato in ogni sua parte.</p>
<p>A quanto pare queste persone sono state invitate&#8230;anzi, siamo stati invitati a non parlare di <strong>emetofobia </strong>poichè tra di noi non ci sono scienziati specializzati nello studio di questa fobia.</p>
<p>Potrei in un certo senso essere anche d&#8217;accordo, ma non quando si parla di domini o di diritti di parola.</p>
<p>Andiamo per punti.<br />
<!--adsense--><br />
Noi siamo persone che da anni, chi addirittura da tutta la vita, soffrono di<strong> emetofobia.</strong> Molti psicologi non conoscono questa fobia, quindi abbiamo dovuto imparare a conoscerla noi stessi grazie alle nostre sole esperienze, molti di noi, tra cui io, non conoscevano nemmeno il nome e pensavano di essere gli unici pazzi ad aver<strong> paura di vomitare</strong>. Più o meno tutti quelli che hanno deciso di dire basta hanno digitato su google la fatidica key phrase <strong>&#8220;paura di vomitare&#8221; </strong>e tutti sono arrivati al <strong>forum sull&#8217;emetofobia</strong> (il vecchio intendo), e tutti quelli che sono arrivati in questo forum in tale modo, e mi ci rimetto in mezzo, hanno visto un mondo aprirsi, un mondo fatto di altre persone con la stessa strana paura, individui che si sono ritrovati a parlare di una cosa che prima li rendeva reietti, li isolava dalla &#8220;normalità&#8221; e che ora parlano tranquillamente di <strong>emetofobia</strong>, ne parlano per portare la propria esperienza e cercare di capire quanti ceppi ci sono dell&#8217;<strong>emetofobia</strong>, perchè l&#8217;<strong>emetofobia</strong> non è una sola anche se si accomuna in un unico terrore: <strong>il vomitare.</strong><br />
<span id="more-130"></span><br />
Ora, detto questo, per quale motivo dovremmo non parlarne? Perchè invece di portare la parola della scienza nel forum si cerca di farci cattiva pubblicità, di dire ai potenziali <strong>emetofobici</strong> di non parlare in forum o in siti? Fatemi capire, perchè non possiamo parlare tra di noi <strong>laddove abbiamo esplicitamente, clamorosamente espresso che non siamo medici e nè abbiamo mai consigliato di non andare dai medici?</strong></p>
<p>Inoltre, perchè farlo in questo modo? Nel peggior metodo applicabile per potersi &#8220;pubblicizzare&#8221;? Non è cercando di affondare il &#8220;lavoro&#8221; altrui che si esalta il proprio operato e di certo non è cosa che dei medici, o chi per loro, dovrebbero fare in modo così inconcepibile.</p>
<p>Al di là di tutto, ritengo che il nostro &#8220;lavoro&#8221; non abbia il fine di guarire, ma di aiutare a capire e soprattutto per far parlare chi fino a ieri si è nascosto e si è vergognato di dire &#8220;<strong>ho paura di vomitare</strong>&#8220;.<br />
<!--adsense--><br />
Io, grazie al forum, in cui mi iscrissi come Kana_83, ho capito che vergognarmi di dire la verità quando sono a cena con amici e conoscenti e vedono che non mangio, non mi vergogno di dire &#8220;non mangio perchè sono <strong>emetofobia </strong>e l&#8217;<strong>emetofobia è la fobia (o paura) di vomitare</strong>&#8220;. Con questo non ho detto che per tutta la vità sarò <strong>emetofobica</strong>, ma che non ho vergogna, nel momento in cui ne parlo so che ci sono persone, anch&#8217;esse <strong>emetofobiche</strong>, che recependo il messaggio mi imitano e non si nascondono più dietro false scuse.</p>
<p>Che c&#8217;è di sbagliato in tutto questo? Che c&#8217;è che non possiamo fare se ne parliamo?</p>
<p>Invito tutti a parlare solo dopo aver riflettutto molto ma molto a lungo e non in termini di scienza ma di umanità.</p>
<p>Prima di leggere quelle frasi ero una delle prime a pubblicizzare nel migliore dei modi un dottore che una domenica sera mi aveva gentilemnte e protamente risposto ad una delirante mail sulla mia storia, aveva preso la mia fiducia in quel modo, rendendosi disponibile immediatamente ad ascoltare&#8230;adesso lo vedo agire in questo modo controproducente sia per lui che per noi (anche se di questo non sono sicura) e mi chiedo &#8220;perchè?&#8221;. Mi piacerebbe che lui rispondesse a questa domanda, come ha fatto quella domenica.</p>
<p>Alla prossima. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Forum Emetofobia - il Forum italiano sull&#8217;emetofobia</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/forum-emetofobia-il-forum-italiano-sullemetofobia.html</link>
		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/forum-emetofobia-il-forum-italiano-sullemetofobia.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 17:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

		<category><![CDATA[forum]]></category>

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		<description><![CDATA[
Finalemente è nato!!! Da qualche tempo stavamo tramando cambiamenti importanti all&#8217;interno del vecchio forum sull&#8217;emetofobia. Prima di tutto c&#8217;era il dominio, il vecchio forum si appoggiava su forumfree il che non si addiceva alla più grande comunità italiana che vive l&#8217;emetofobia in prima persona, poi c&#8217;era da dare un impostazione più seria ed è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--><br />
Finalemente è nato!!! Da qualche tempo stavamo tramando cambiamenti importanti all&#8217;interno del vecchio <strong>forum sull&#8217;emetofobia</strong>. Prima di tutto c&#8217;era il dominio, il vecchio forum si appoggiava su forumfree il che non si addiceva alla più grande comunità italiana che vive l&#8217;<strong>emetofobia</strong> in prima persona, poi c&#8217;era da dare un impostazione più seria ed è stato fatto, alla grande direi.</p>
<p>Abbiamo un forum tutto nostro in cui poter parlare di <strong>Emetofobia</strong>, possiamo gestire tutto al meglio ed essere veramente fieri di quello che abbiamo fatto e soprattutto imparato!!!<br />
<span id="more-126"></span><br />
<!--adsense--><br />
Mr.E., diventato Re Julien si è impegnato tantissimo nell&#8217;apprendimento di cose che non conosceva e c&#8217;è riuscito alla grande, io ho imparato che vuol dire fare qualcosa su cui ci sono grandissime aspettative. Nella sola giornata di sabato ha registrato venti utenti iscritti e man mano il numero salirà!!! Sappiamo che ci sono tanti <strong>emetofobici</strong> che hanno paura di mostrarsi e noi proprio a loro diciamo: venite fuori, perchè la vostra esperienza è simile a quelle di tante altre persone che hanno capito di non essere pazze!!!!</p>
<p>Questo è uno dei progetti in cui credo di più, in cui ho riversato e riverserò tutte le mie conoscenze e risorse perchè voglio che tutti comprendano che essere emetofobici non è cosa da pazzi nè una condizione che durerà in eterno, tanie degli utenti iscritti al forum sono riusciti a pronunciare la parola &#8220;vomito&#8221; senza averne più paura, fino ad arrivare ad una totale gestione della propria vita e della prorpia fobia&#8230;parlarne molte volte fa bene, fa benissimo se si sa che chi ascolta le nostre parole è qualcuno che può veramente capire!! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Allora che aspettate?? Iscrivetevi!!! Sconfiggiamo questa fobia insieme!!! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
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<a title="Forum sull'emetofobia" href="http://www.emetofobia.it/forum"><br />
<strong>Forum Emetofobia</strong><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Controllare la mente, non il corpo</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/controllare-la-mente-non-il-corpo.html</link>
		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/controllare-la-mente-non-il-corpo.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 19:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

		<category><![CDATA[febbre]]></category>

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		<category><![CDATA[intestinale]]></category>

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		<category><![CDATA[sintomi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni di mangiare come si deve, non se ne parla. Credo di essermi presa quello che gli emetofobici identificano con il nome di &#8220;male oscuro&#8221;, ovvero l&#8217;influenza intestinale. La nausea non mi abbandona un secondo e ogni profumo di cibo si trasforma nella peggiore delle puzze, ovviamente tutto potrebbe portare alla naturale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni di mangiare come si deve, non se ne parla. Credo di essermi presa quello che gli emetofobici identificano con il nome di &#8220;male oscuro&#8221;, ovvero l&#8217;influenza intestinale. La nausea non mi abbandona un secondo e ogni profumo di cibo si trasforma nella peggiore delle puzze, ovviamente tutto potrebbe portare alla naturale e temuta conseguenza di vomitare. Terribile solo a pensarlo, eppure non sono agitata, mi dico che se deve succedere che succedesse pure, che non ho intenzione ora di sottostare a questo perverso gioco della mia mente, non ora che sto capendo qualcosa di quello che ho intorno e che sto prendendo in mano parecchie cose. Potrebbe essere solo un momentaneo flusso di forza interiore, se non altro però guadagno del tempo che avrei sprecato a piangere e a disperarmi per paura di vomitare.</p>
<p>Ci penso spesso, quante volte ho perso giornate intere a piangere e ad uralare &#8220;non voglio non voglio&#8221;, per poi ritrovarmi la sera con una giornata persa alle spalle? Tante, ma pur essendo consapevole di averle perse, mi rendo conto che tutte quelle giornate mi sono in qualche modo servite&#8230;che contraddizione, eh?<br />
<span id="more-120"></span><br />
<!--adsense--><br />
Oggi parlavo con una persona che ha vissuto per anni l&#8217;emetofobia, insieme abbiamo concluso che è una fobia strana, ha mille sfaccettature, non è mai come dovrebbe essere e non per tutti ha lo stesso decorso.<br />
Chissà che prima o poi non la si riesca a capire per bene. Per ora mi tengo la nausea, non che la cosa mi piaccia, ma sono consapevole che se non sto gridando per tutta casa invocando il perdono per colpe che penso di avere e per cui quella è la punizione per me, è già un miracolo.</p>
<p>Alla prossima. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Alle volte parlare fa più male che tacere</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 17:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; capitato a tutti di sentirsi dire &#8220;se non ne parli non supererai mai il tuo problema&#8221;, poi ne parli e ti ritrovi a doverlo spiegare alle stesse persone venti, trenta, cento volte sapendo che tanto non si sforzano nemmeno di capire che tu NON odi il cibo. Qualche post più in là io stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>E&#8217; capitato a tutti di sentirsi dire &#8220;se non ne parli non supererai mai il tuo problema&#8221;, poi ne parli e ti ritrovi a doverlo spiegare alle stesse persone venti, trenta, cento volte sapendo che tanto non si sforzano nemmeno di capire che tu NON odi il cibo. Qualche post più in là io stessa ho detto che siamo noi, eh sì, a dover comprendere che non tutti possono capire fino in fondo la questione <strong>emetofobia</strong>, semplicemente perchè inconsciamente allontanano uno spauracchio al quale è difficile credere, però mi rendo anche conto che da parte di chi soffre di questa fobia la comprensione ad un certo punto si esaurisce e nascono reticenze che allontanano le persone.</p>
<p><span id="more-118"></span>Mi chiedo fino a che punto parlarne con gli amici o anche con i parenti può essere fruttuoso? Tacere sarebbe da stupidi, ma sperare in una totale comprensione è da sciocchi. Non mi si fraintenda, per quanto possibile le persone che ci amano capiscono il nostro problema, il punto sono le persone che non ce la fanno, ed è più forte di loro stesse. Allora, come comportarsi con queste persone? Semplice. Dire mezze verità, dosare la verità fino a quando è possibile, essere anche un pò discreti, non è detto che se una persona ha una fobia o una malattia il mondo ne deve essere informato, è un utopia, secondo me, quella che vede le persone guarire se parlano del proprio problema, molti non ci arrivano a capire, e tentare di ammorbidire la pillola è solo un ulteriore disagio per chi sta male. O sbaglio?</p>
<p>L&#8217;emetofobia per fortuna è solo una fobia, dico &#8220;per fortuna&#8221; e &#8220;solo&#8221; perchè mi rendo conto delle sciagure che ho intorno e posso davvero ritenermi fortunata ad avere questa fobia e non malattie più gravi (cosa che purtroppo la fobia non può escludere), ma per ora è andata così e mi sento meglio.</p>
<p>Quindi l&#8217;unica sacrosanta regola che alle volte vale anche per chi soffre di <strong>emetofobia</strong> è il silenzio. Non tutti sono capaci di capire, non tutti vogliono capire, e mettersi lì a convincere i sassi di essere panna è inutile e stressante. Bisogna essere un pò empatici, oltre che emetofobici, comprendere chi può e chi no, solo così troveremo custodi del nostro &#8220;problema&#8221; degni di accogliere i nostri sentimenti e le nostre paure e di trasformarle in sicurezze. Le bandiere lasciamole per quando gioca l&#8217;Italia. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Arrivano le influenze stagionali</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 15:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

		<category><![CDATA[freddo]]></category>

		<category><![CDATA[influenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno arrivano anche le influenze stagionali, e con l&#8217;arrivo delle influenze stagionali arriva, per molti emetofobici, il terrore di prendersi qualche virus intestinale.
Io per fortuna non ho paura delle influenze stagionali, ho avuto molte volte l&#8217;influenza intestinale, ma non ho mai vomitato, ma le volte che sentivo che era quella la strada non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno arrivano anche le <strong>influenze stagionali,</strong> e con l&#8217;arrivo delle influenze stagionali arriva, per molti emetofobici, il <strong>terrore di prendersi qualche virus intestinale</strong>.</p>
<p>Io per fortuna non ho paura delle influenze stagionali, ho avuto molte volte l&#8217;influenza intestinale, ma non ho mai vomitato, ma le volte che sentivo che era quella la strada non ho avuto paura più di tanto, non saprei spiegare il perchè.</p>
<p>Affrontare il terrore dell&#8217;inverno è per molti sintomo di stress, tutto ricomincia e il tempo per avere paura è sempre meno, ogni giorno siamo a contatto con le persone e il rischio di predere l&#8217;influenza è alto, ma non bisogna però imbottirsi di anti-influenzali o pasticche per prevenire il contagio, almeno secondo me. Lasciare che il corpo combatta da solo il male (in questo caso si può fare perchè il male in questione è una semplice influenza) aiuta gli anticorpi ad essere più forti, almeno questo è quello che mi ha detto il medico.</p>
<p>Io mi sto preparando alle mie solite influenze che puntualmente mi bloccano a casa durante le feste di natale, sperando che l&#8217;Australiana quest anno decida di non passare a casa di nessun emetofobico. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Il metodo urto</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 13:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte volte ho sentito dire dalle persone: &#8220;Eh, dai, vomiti una volta e non ci pensi più&#8221;, e finchè la proposta viene dalle persone che non comprendono appieno il problema dell&#8217;emetofobia, si può anche avere una reazione più o meno serena, ma quando lo si sente da persone emetofobiche da tanti anni, la cosa ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>Molte volte ho sentito dire dalle persone: &#8220;Eh, dai, vomiti una volta e non ci pensi più&#8221;, e finchè la proposta viene dalle persone che non comprendono appieno il problema dell&#8217;<strong>emetofobia</strong>, si può anche avere una reazione più o meno serena, ma quando lo si sente da persone emetofobiche da tanti anni, la cosa ti lascia perplessa. Io sono sempre più convinta che una volta raccontata la nostra esperienza in internet o da qualsiasi altra parte, una volta essersi messi in primo piano o in &#8220;vista&#8221; riguardo l&#8217;<strong>emetofobia</strong>, automaticamente ci assumiamo una responsabilità non scritta che ci deve far riflettere il più possibile prima di scrivere e quindi dire alcune cose, non ci limita nei momenti di sfogo, ma ci aiuta a ragionare su quello che di più giusto si può esportare a terzi.</p>
<p>Io sinceramente mi rendo responsabile di quello che sto per dire, ovvero che il metodo &#8220;urto! Vomiti una volta e non ci pensi più&#8221; non funziona assolutamente, non quando l&#8217;<strong>emetofobia</strong> è al suo stato galoppante.</p>
<p><span id="more-112"></span></p>
<p>E&#8217; convinzione di molti quella di ritenere che una fobia la si superi affrontandola violentemente, come se una ferita si potesse rimarginare scavandoci dentro; come le ferite, l&#8217;<strong>emetofobia</strong> ha bisogno di fare un suo percorso preciso che non passa dal vomitare una sola volta per superarla. Come è scritto ovunque, io non sono una psicologa, non posso sapere perfettamente i percorsi idonei per affrontare e vincere, ma sono certa che non è questo il metodo, tantomento quando si ritiene che mettersi due dita in gola possa aiutare a capire che vomitare non è nulla. Quest ultimo è il messaggio più sbagliato che si possa mandare, passi il fatto che nessun emetofobico lo farebbe mai, ma non è mai salutare mettersi le dita in bocca per vomitare se il corpo non ne sente la necessità. Il vomito deve venire da solo, solo in rarissimi casi si può indurre, ma mai e poi mai per superare una fobia come l<strong>&#8216;emetofobia.</strong></p>
<p>Ancora peggio è quando qualcuno che ci è vicino ci istiga a farlo, anche se a fin di bene non è mai un bene se la persona non è moralmente pronta a fare una cosa, purtroppo il vomito quando viene non lo si può controllare anche se siamo emetofobici dalla nascita e non abbiamo mai vomitato, è male respingerlo, è male provocarlo. Le terapie d&#8217;urto servono per le paure e non per le fobie vere e proprie che devono essere affrontate percorrendo una via dura, ma non traumatica. Credere che fatto una volta passi per sempre è solo un utopia, se si ha veramente l&#8217;<strong>emetofobia </strong>si è anche consapevoli che non è il vomito il nemico da combattere ma qualcosa che abbiamo dentro e che non vogliamo in qualche modo che esca fuori a mostrare le nostre debolezze o i nostri limiti. Affrontarla in questi termini fa più male di un trattamento urto, ma a differenza di quest ultimo spesso e volentieri se ne esce sempre vincitori. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Medicine per l&#8217;emetofobia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 15:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

		<category><![CDATA[medicine]]></category>

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		<description><![CDATA[Se leggendo il titolo di questo post qualcuno ha pensato che avrei fatto l&#8217;elenco di medicine che curano l&#8217;emetofobia, mi dispiace, ma dovrà passare oltre, non me ne vogliate.
Come detto molte volte in questo blog, io non sono una psicologa e nemmeno un medico, posso riportare solo la mia esperienza e come vivo l&#8217;emetofobia, nulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>Se leggendo il titolo di questo post qualcuno ha pensato che avrei fatto l&#8217;elenco di medicine che curano l&#8217;<strong>emetofobia</strong>, mi dispiace, ma dovrà passare oltre, non me ne vogliate.<img class="alignright" title="Pasticche" src="http://i230.photobucket.com/albums/ee53/Pikadilly/emetofobia/pasticche.gif" alt="pasticche " width="170" height="164" /></p>
<p>Come detto molte volte in questo blog, io non sono una psicologa e nemmeno un medico, posso riportare solo la mia esperienza e come vivo l&#8217;<strong>emetofobia</strong>, nulla di più di questo, quindi i miei consigli, semmai me ne dovesse scappare uno, non devono essere presi come oro colato. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>All&#8217;inizio del mio &#8220;percorso&#8221; con l&#8217;<strong>emetofobia</strong>, ovvero quando ancora non mi spiegavo perchè avessi tanta <strong>paura di vomitare</strong>, il medico mi diede un medicinale di cui non citerò il nome, mi calmò i turbamenti dello stomaco e pensavo che fosse miracoloso, ovviamente lo prendevo attraverso le punture, vista la mia avversità per pasticche e medicine orali. Pensavo di aver risolto tutto, non avevo ricominciato compeltamente a mangiare, ma qualcosina sì e andava giù come acqua. Dopo un mese ho detto basta, non potevo vincere la mia battaglia facendomi sfondare il fondoschiena e non era quella medicina a potermi salvare da una paura che rimaneva. In questi mesi non ho mai fatto mistero della mia avversione verso medicinali presi per far passare una patologia gastrica che è solo frutto della nostra mente, non si può, a parer mio, somministrarsi giornalmente un medicinale che non ci serve perchè a noi dà la sensazione che ci fa stare meglio, nonostante ci renda sicuri.<br />
<span id="more-100"></span></p>
<p>In questi anni avrei potuto sfondarmi di medicinali per lo stomaco e non l&#8217;ho mai fatto, nonostante molti mi dicessero che se mi rifiutavo di prendere queste cose voleva dire che non stavo tanto male, non l&#8217;ho mai fatto non perchè avevo la superbia di pensare di riuscire a farcela da sola, assolutamente, solo perchè ho sempre ritenuto giusto essere lucida nei miei pensieri finchè ho potuto, finchè posso. La paura mi fa paura, ma non voglio non affrontarla quando si presenta. Mi rendo conto che per tante persone non può essere lo stesso, non perchè sono più deboli di altre, ma perchè a molti di noi la vita non ha riservato scampo e sono in qualche modo costrette ad accellerare i tempi, e lungi da me giudicare o criticare.</p>
<p>Oggi più che mai, mi rendo conto che un aiuto del tipo farmacologico potrebbe rendermi la salita molto più semplice di come si presenta, potrei ricominciare a prendere qualche medicinale per lo stomaco, ma poi? Quando mi sveglierò e non potrò più affidarmi a lui, cosa farò? Che vie potrò prendere?</p>
<p>Forse è questa prospettiva di dipendenza che mi spaventa ancora di più dell&#8217;<strong>emetofobia</strong> e dei suoi effetti.</p>
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		<title>Una cosa naturale</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 07:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

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		<category><![CDATA[terrore]]></category>

		<category><![CDATA[vomitare]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una frase che ci siamo sentiti dire tutti: &#8220;vomitare è una cosa naturale&#8220;. Sì, lo è, ma non per chi soffre di emetofobia. Per chi vive accanto ad una persona emetofobica è difficile, alle volte impossibile, capire come &#8220;una cosa naturale&#8221; possa spaventare tanto da far rinunciare, quasi completamente, ad una delle più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>E&#8217; una frase che ci siamo sentiti dire tutti: <strong>&#8220;vomitare è una cosa naturale</strong>&#8220;. Sì, lo è, ma non per chi soffre di <strong>emetofobia</strong>. Per chi vive accanto ad una persona emetofobica è difficile, alle volte impossibile, capire come &#8220;una cosa naturale&#8221; possa spaventare tanto da far rinunciare, quasi completamente, ad una delle più grandi <img class="alignright" title="Urlo" src="http://i230.photobucket.com/albums/ee53/Pikadilly/emetofobia/urlo-di-munch.jpg" alt="Urlo di Munch" width="163" height="207" />gioie della vita, ovvero il mangiare. L&#8217;errore più grande che può fare chi soffre di emetofobia è pensare che sia incompreso dal mondo dei &#8220;normali&#8221;, molte, troppe volte è così ed è molto difficile vivere sapendo che ci si può spiegare in ogni maniera ma non si riesce a far capire veramente a fondo come ci si sente, però, secondo me, è buona regola non cercare di far capire quando comprendere che molti evitano alcuni argomenti per paura. Alle volte si allontana il problema perchè se ne ha paura, altre invece perchè non ci si rende veramente conto di quello che stanno sentendo le nostre orecchie. La <strong>paura di vomitare</strong> è per loro innaturale poichè <strong>vomitare è naturale</strong> e quindi non dovrebbe essere temuto, &#8220;è questione di un attimo&#8221;, dicono, ma quanto in questa frase è veramente rivolta all&#8217;emetofobico? Come quando si pensa alla guerra in paesi lontani, un pò tutti ci siamo detti &#8220;è laggiù&#8221; e quella parola mette la giusta distanza tra noi e il problema come se una sola parola potesse allontanare la questione o addirittura cancellarla dalla nostra mente.</p>
<p>Io vorrei fare in modo che per un istante noi non pensassimo al &#8220;non ci capisce nessuno&#8221; quanto al &#8220;è per loro natura che non capiscono&#8221;, non siamo noi a non essere compresi, ma è di per sè qualcosa che non riesce a trovare la giusta collocazione tra le persone normali, la paura di una cosa naturale, come appunto il vomito, è meno compresa della paura di una cosa innaturale, esempio la paura dell&#8217;altezza, perchè?</p>
<p><span id="more-84"></span></p>
<p>Secondo me, e potrei sbagliare, accade perchè l&#8217;altezza è qualcosa evitabile tranquillamente, l&#8217;uomo non è nato su un grattacielo, si è adattato ad esso, ma non è la sua estensione naturale, il vomito no, è una parte di lui, è qualcosa che quando viene è perfettamente naturale, è una reazione del corpo che, ricordiamocelo, molte volte salva la vita da intossicazioni gravi che potrebbero portare alla morte. Pensando a questo credo che si accetti più una paura della cosa innaturale perchè evitabile, più che una paura di una cosa naturale perchè inevitabile quando avviene, posso evitare un grattacielo, una gita in montagna, ma non posso evitare di mangiare o di vomitare.</p>
<p>Ovviamente questa è una mia teoria che non trova nessun fondamento scientifico, è solo un mio modo per spiegarmi le facce che fanno le persone quando tentano di risolvere la mia questione con un &#8220;è naturale&#8221;.</p>
<p>Quando si ha un problema si tende a ritenere che tutti debbano capirlo e che noi non dobbiamo fare null&#8217;altro che aspettare la comprensione del prossimo, è forse questo che ci sconforta quando scopriamo che quel qualcuno non ha capito e ci sentiamo di conseguenza incompresi e soli.</p>
<p>Ma non siamo soli solamente perchè ci riteniamo gli unici, la paura, di qualsiasi genere, è di per sè qualcosa che accompagna l&#8217;essere umano da sempre. Mettiamo nel calderone delle paure umane l&#8217;emetofobia e scopriremo che non siamo solo noi ad avere paura, ma anche quella persona che ci sembrava tanto normale.</p>
<p><strong>Dopotutto la paura è naturale</strong>. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
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